La ricerca dell’abito

Oggi sono andata a cercare l’abito da sposa per una carissima amica, che si sposa fra circa 5 mesi. Non è la prima volta che vado, so già più o meno le domande che ti fanno: che tipo di matrimonio hai in mente, come ti vedi, descriviti con un aggettivo… ma che è, un colloquio di lavoro!?!

Partiamo dal presupposto che non siamo abituate a vederci con un abito lungo, e tantomeno bianco, e quindi abbiamo bisogno di molti consigli e suggerimenti, abbiamo bisogno di affidarci a chi ha sicuramente più esperienza di noi in materia. Quindi, dopo due parole e un breve giro per l’atelier, cominciamo a provare i vestiti. Io e la sorella della sposa siamo in veste di consiglieri, e superato l’impatto iniziale della nostra amica vestita da sposa, si parte con le prove.
Le prime raccomandazioni sono: non camminare all’indietro, non sudare che mi macchi il vestito, immaginatelo lungo così e chiuso così (sí ma grazie, se mi arriva alla caviglia non sta bene, no?), non si fanno foto e sei in ritardo.
Sempre. Anche se ti muovi con un anno di anticipo ti diranno che c’è di mezzo pasqua, e l’estate, e il natale, e la nevicata straordinaria e non ce la farai mai. Già sei spacciata. E poi perché ti porti dietro le amiche? Sei scema? Vieni con tua madre e basta, e guai a te se chiedi di fare una seconda prova. La seconda prova è per l’acquisto, altrimenti rivolgiti pure ad un atelier diverso. E che palle!!!

La mia amica prova 5 abiti, non la convincono, chiede di vederne altri ma le viene risposto che non è possibile, altri abiti rischierebbero solo di farle confusione in testa e assolutamente NO. Io non riesco più a stare zitta, sua sorella continua a cercare di fare foto innervosendo sempre di più la nostra venditrice, finchè la sposa rassegnata non dice “Ce ne andiamo”. E appena fuori dall’atelier scoppia a piangere.

 

Prima raccomandazione: NON ti fare prendere dal panico, troverai il tuo vestito perfetto e te lo sentirai subito

Seconda: Non lasciarti influenzare da troppe persone nella scelta, vai con tua mamma o un’amica ma non coinvolgere troppe persone che magari hanno diverse immagini di te e rischiano di distrarti dal tuo obiettivo.

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