Sposa bagnata, sposa fortunata.. mah

La pioggia. Il diluvio universale.  Ci mancavano solo Noé e i due coccodrilli e poi la canzoncina sarebbe stata completa. Un disastro.  La mia amica aveva organizzato tutto per filo e per segno, non un’incertezza, una macchina da guerra che in 3 mesi aveva organizzato tutto senza sbagliare niente.  Il matrimonio fissato per i primi di luglio, qualche incertezza sul tempo c’è sempre ma immaginarsi la tromba d’aria mista a grandine che si era scaricata in cittá proprio quel giorno non era prevedibile da nessun Giuliacci che si rispetti. E cosi ci siamo trovati tutti vicini vicini, dopo il fuggi fuggi generale dalla Chiesa e il trasferimento all ‘agriturismo – dove ovviamente il bel fienile sotto il quale era stato allestito l’aperitivo in fretta e furia era impraticabile. E cosí eccoci qui tutti stretti all’interno del casale, bellissimo eh, ma con un margine di manovra che sembra di stare a casa di Pozzetto nel film “Il ragazzo di campagna”: se prendi una tartina tu, io mi sposto verso il bagno; se prendi un flute per te, io riesco a prendere una boccata d’aria.  La scena piú bella è stata il lancio del bouquet in uno spazio di 3metri x 3, con il bouquet a mo’ di staffetta e le amiche accatastate una sull’altra.

Quindi, pur non potendo fare le macumbe contro la pioggia, considerate sempre di avere spazi a sufficienza in entrambi  i casi: non risparmiate sulle tensostrutture, considerate gli spazi vitali per tutti gli ospiti e dotatevi di ombrelli anche fuori dalla chiesa. Se poi non piove, sarete tutti piú contenti e asciutti.

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