Assegna un posto a tavola… fosse facile!

Dopo aver letto un geniale articolo di GUIA SONCINI su D di Repubblica, dal titolo “Potevamo sposarci coi testimoni e basta… Perché non lo abbiamo fatto?”. ”Nessuno ci avrebbe regalato il plasma da 65 pollici” , che avremmo voluto riportarvi per intero, ma non ci é consentito, abbiamo deciso di usarlo come spunto per affrontare di nuovo il tema dei tavoli.

Allora prendiamo le frasi emblematiche (in corsivo) per affrontare insieme le problematiche piú diffuse:

Colleghi, invitati per dovere
“Va bene, mettiamo da parte i miei colleghi antipatici, poi vediamo dove piazzarli. Affrontiamo la questione più spinosa…”.
A volte i rapporti di lavoro costringono alla scelta o tutti o nessuno, e poi si incrociano le dita sperando che i non desiderati abbiano altri impegni. Ma se tutti accettano? Allora il capo finisce con il collega-amico con cui si voleva far casino che sará costretto ad una cerimonia in assoluta compostezza.

Ospiti stranieri
“Ma non li possiamo mettere al tavolo coi tuoi cugini?”.
“Quelli venezuelani? Perché, parlano spagnolo?”.
Gli ospiti stranieri spesso non raggiungono il numero sufficiente per avere un tavolo dedicato e quindi devono essere posizionati al tavolo con altri ospiti… che parlino la loro lingua!
L’ideale sarebbe allora avere un numero di invitati stranieri che comunque possa fare gruppo a se, si parla di una decina di persone, che comunque possano passare insieme tutto il ricevimento e intrattenersi!

Coppie scoppiate o persone che non si parlano
“Si tratta pur sempre del mio migliore amico e della tua migliore amica”.
“Tanto lei non viene. Ci scommetto quel che ti pare. Dirà che soffre ancora troppo per il suo matrimonio fallito per partecipare ai festeggiamenti altrui, che non può incontrare lui, che non si sente pronta…”.
Non solo coppie divorziate, ma anche liti in famiglia, fratelli e sorelle che non si parlano probabilmente per qualche lite di decenni or sono che si é incancrenita diventando uno scoglio insormontabile.
Eh allora oltre che non allo stesso tavolo devono essere sufficientemente lontani da non incontrarsi, scontrarsi, far scoppiare qualche lite o semplicemente tenersi il muso in una giornata che deve essere all’insegna del divertimento.

Ricordatevi della badante
“Se lei la mettessimo con tuo padre e la badante?”.
“Sì, è un’idea. Gli dico di non mettere l’apparecchio acustico, sennò mi muore di noia, povero vecchio”.
Se ci sono persone anziane o disabili, ricordatevi di tenere il posto accanto a loro, per i loro accompagnatori o badanti. E’ meglio infatti che siano le persone che stanno con loro tutto il giorno ad essere comunque in zona in questi momenti di grandi emozione e di eccessi, per tenerli d’occhio ed essere pronti a dare una mano in caso di bisogno.

E ci permettiamo di aggiungere, di un tavolo bimbi con baby-sitter…

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